giovedì 31 agosto 2017

Circa i modernisti che ostacolano i funerali in rito antico


Correva l’anno 1984, in Italia era in corso una combattuta campagna elettorale per eleggere i rappresentanti al Parlamento Europeo. Enrico Berlinguer (nella foto in alto), segretario generale del Partito Comunista Italiano, mentre in una piazza di Padova teneva un comizio dinanzi a migliaia di persone, venne colto da un malore. Morì dopo essere stato alcuni giorni in stato di coma. La salma venne portata a Roma, presso la storica sede centrale del partito, situata in Via delle Botteghe Oscure, ove venne allestita la camera ardente. 



Tra le numerose persone che si recarono presso la camera ardente per portare le proprie condoglianze, vi fu anche l’onorevole Giorgio Almirante (nella foto in basso), segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano, uno dei partiti politici più anticomunisti della Repubblica Italiana. Fu un gesto che suscitò stupore. E chi poteva immaginare che il leader dei missini, i quali da molti erano considerati come i “lebbrosi della politica”, entrasse nella sede del P.C.I.? Anche se Berlinguer era seguace dell’ideologia comunista, la quale è intrinsecamente perversa, Almirante col suo gesto di umanità manifestò rispetto per un avversario politico e solidarietà per i familiari e gli amici del defunto, affranti dal dolore per la perdita di una persona a cui volevano bene.


Alcuni anni dopo, nel maggio del 1988, morì anche Giorgio Almirante. Al suo funerale celebrato da Padre Raimondo Spiazzi, teologo domenicano amico personale del leader del M.S.I., parteciparono pure Nilde Iotti e Giancarlo Pajetta, esponenti di spicco del Partito Comunista Italiano. In questo modo anche loro manifestarono il proprio rispetto per uno storico avversario politico.


Si spera che anche i modernisti, almeno di fronte alla morte, mostrino un po’ di benevolenza nei confronti dei loro “avversari”, cioè dei cattolici legati alla liturgia tradizionale, evitando di mettere i bastoni tra le ruote ai parenti di quei fedeli defunti, i quali in vita manifestarono il desiderio di far celebrare il proprio funerale col rito antico.

mercoledì 12 luglio 2017

Esuli in patria

Approfitto di un vecchio messaggio che mi ha scritto un’affettuosa lettrice della Venezia Giulia, per parlare di un tema che mi sta a cuore.


Caro D., sì che ho letto il tuo post e mi ha riempito di gioia il fatto che tu abbia voluto pubblicare i miei messaggi. Pensieri che avevo e ho ancora per te, che riflettono l'amore che nutro per te come risposta all'Amore più grande, Fonte di Vita Eterna. Cosa ne penserà chi leggerà? Tutto il bene possibile.

Forza e coraggio, continuiamo così! Ti voglio bene.


Carissima in Cristo,
                                  l’amore che nutri per me mi infonde tanto conforto. Stiamo attraversando un periodo burrascoso della storia ecclesiale a causa della confusione seminata dalle vegliarde milizie moderniste che imperversano nell’orbe cattolico. Il tuo affetto mi incoraggia a proseguire con ardore la buona battaglia della fede.

A volte quando penso alla situazione attuale di noi cattolici fedeli alla Tradizione, mi viene in mente quel che avvenne agli esuli giuliano-istriano-dalmati. Correva l’anno 1945, i partigiani comunisti del maresciallo Tito invasero la Dalmazia, Fiume, l’Istria e la Venezia Giulia macchiandosi di crimini verso gli italiani (persino Trieste venne occupata dai miliziani titini ma, fortunatamente, vennero fatti sloggiare dopo alcune settimane). Centinaia di migliaia di nostri compatrioti, per sfuggire dall’oppressione e dalla sanguinaria persecuzione dei rossi, abbandonarono le proprie case e si trasferirono in altre province d’Italia. Ma molti comunisti italiani si comportarono male nei confronti degli esuli giuliano-istriano-dalmati. Infatti tanti marxisti d’Italia ragionavano più o meno in questo modo: “I territori italiani della Dalmazia, dell’Istria e di gran parte della Venezia Giulia sono stati occupati e annessi dalla Jugoslavia del comunista Tito; dove c’è il comunismo si vive come in un paradiso terrestre; se migliaia di italiani fuggono dal paradiso terrestre jugoslavo significa che sono fascisti”. Quanto hanno sofferto gli esuli! Vennero sparpagliati in vari campi profughi e spesso subirono il disprezzo dei comunisti italiani dai quali vennero “marchiati” come “fascisti”.

Una cosa del genere sta avvenendo a noi cattolici fedeli al Magistero perenne della Chiesa. Infatti i “comunistelli di sacrestia” (cioè i “modernisti”) ci perseguitano e ci fanno soffrire assai, facendoci sentire come “profughi” all’interno dell’orbe cattolico. Siamo “esuli in casa nostra”. Ma non abbiamo nessuna intenzione di ammainare le nostre bandiere e arrenderci! Non vogliamo abiurare la fede cattolica per avere in cambio qualche applauso da parte dei nemici di Gesù Cristo. Noi crediamo, noi vogliamo, noi dobbiamo continuare a restare fedeli alla Tradizione Cattolica!

I cattolici fedeli al Magistero perenne della Chiesa, praticando con ardore le virtù cristiane, stanno mostrando in faccia al mondo la bellezza della vita vissuta in maniera coerente col Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo. Ciò fa rodere dalla rabbia il fronte modernista, il quale pur di riuscire a piegarci è disposto a ricorrere alle arti oscure dell'inganno e dell'ignominia. Bande di rancorosi novatori asserviti al nemico, mosse dal prurito delle novità e dall'odio verso la Tradizione Cattolica, imitando Giuda Iscariota tramano senza ritegno coi nostri avversari, che sul campo di battaglia non sono ancora riusciti a piegarci. I modernisti, sottomettendosi alla perfida e antievangelica mentalità mondana, hanno sottoscritto coi nemici della Chiesa il più infamante degli armistizi.

Quando vediamo le macerie causate dai militanti del fronte modernista, umanamente parlando, può sembrare tutto perduto. Ma la fede ci insegna che la Chiesa è immortale, perché è il Corpo Mistico di Cristo, del quale noi siamo le membra. E se in molti ambienti la Dottrina Cattolica viene vergognosamente ammainata e gettata nel fango, alto e fiero resta il vessillo di Cristo Re portato dai militanti del movimento tradizionale, i quali non vogliono deporre le armi della fede e arrendersi al nemico. Vogliono restare fedeli al Redentore Divino e continuare con spirito di sacrificio e incrollabile fede il combattimento spirituale per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio.

Penso che presto, con l’aiuto del Signore, il movimento tradizionale, come un vento impetuoso (voi della Venezia Giulia conoscete bene la forza della bora), riuscirà a spazzare via il regime modernista. Con un po’ di ironia un triestino potrebbe dire: “Non xe la bora ma semo là. E come la bora che vien e che va i disi che'l mondo se ga ribaltà”.  :-)

Il tuo affetto e la tua vicinanza spirituale mi incoraggiano a continuare con tenacia e ardimento la battaglia contro il fronte modernista. Grazie di cuore!

Rinnovandoti la mia stima e la mia gratitudine per tutto il bene che mi hai donato, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

lunedì 3 luglio 2017

Fiducia tradita


Caro D.,
            sono certo che con i tuoi blog rendi un grande servizio a Nostro Signore Gesù Cristo, alla Chiesa e alla salute delle anime. Credo che tu abbia favorito molte conversioni, ravvivato tante fedi tiepide chiarendone e approfondendone le ragioni e aiutato non poche persone nel discernimento – quello vero – sulla propria vocazione: è per questo che i tuoi blog, a differenza di altri di tendenza tradizionale, sono durati sino ad oggi e spero dureranno per tutto il tempo stabilito dalla Provvidenza divina. I tradimenti e l’ingratitudine che hai subìto da parte di molti, come ben sai, sono la moneta con cui questo mondo ricambia la carità (lo ha già fatto e continua a farlo con Cristo stesso), ma allo stesso tempo ne certificano l’autenticità e ne aumentano il merito agli occhi di Dio. Perciò spero proprio che non ti scoraggi, e che data la loro modestia i miei piccoli contributi valgano per te più come sostegno morale che come aiuto materiale.

Sursum corda e a presto.

(Lettera firmata)


Caro fratello in Cristo, 
                                     ti ringrazio per le tue caritatevoli parole che mi incoraggiano a proseguire.

A dir la verità, non considero "piccoli" gli aiuti che mi hai inviato in questi anni (sei il secondo o il terzo più generoso sostenitore del blog). Tra l'altro ho il "sospetto" che aiuti tante altre opere pie (seminari tradizionali, istituti religiosi, opere caritatevoli, eccetera), pertanto ti sono grato non solo per ciò che fai per me, ma anche per tutto ciò che fai in generale a favore della Tradizione o comunque per la maggior gloria di Dio.

Non dimentico nemmeno tutto ciò che hai fatto per X (senza il tuo aiuto sarebbe morta assiderata, in mezzo alla strada, in quel borgo tra le montagne) e per quelle due mie amiche che stavano a (...).

Francamente c'è da vergognarsi nel vedere come stanno riducendo l'Italia, stiamo diventando come la Grecia. So che dei vecchietti italiani rovistano vicino ai cassonetti di immondizia per trovare qualcosa da mangiare. Altri anziani non comprano più le medicine perché non hanno i soldi (nel 2015 c'è stato un forte aumento dei decessi). È evidente che il liberismo selvaggio stia fallendo come il comunismo in Unione Sovietica, visti i risultati disastrosi e la miseria diffusa.

In Italia è in corso una desertificazione industriale. Addirittura ci sono aziende che delocalizzano in... Svizzera o in Austria! È chiaro che se le aziende falliscono o delocalizzano, è ovvio che la disoccupazione giovanile continuerà ad essere elevata. Le politiche liberiste dettate dalle lobby dell'alta finanza stanno causando disastri, c'è bisogno di applicare la Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica. Ma per fare ciò è necessaria la conversione dei popoli, cosa che attualmente non si vede all'orizzonte. Ma ho la speranza che presto possa accadere qualcosa che possa scuotere le coscienze e indurle a tornare a Cristo.

In Corde Matris,

Cordialiter

martedì 30 maggio 2017

Testimoniare la fede

Pubblico una lettera che ho scritto a una ragazza.

Carissima in Cristo,
purtroppo, molti tradizionalisti hanno idee estremiste e col loro comportamento fanno perdere la reputazione a tutto il “movimento tradizionale”. A volte quando dico che amo la Messa in rito antico, vedo che la gente assume un atteggiamento preoccupato, allora sento il dovere di specificare che non sono di quelli che hanno idee estremiste. 

(…) Per quanto riguarda il dovere di testimoniare la fede, adesso ti spiego come stanno le cose. Ci sono dei casi in cui non è lecito dissimulare la fede, ad esempio quando qualcuno ci chiede se crediamo in Dio, dobbiamo rispondere di sì, costi quel che costi. Durante la guerra civile spagnola (1936-1939) i “rossi” proposero in varie occasioni ai prigionieri cattolici di rinnegare la fede, offrendo in cambio la vita. Molti eroici martiri preferirono morire anziché rinnegare Cristo.

Ma il tuo caso è nettamente diverso, tu non neghi la tua fede, ti limiti ad iniziare delle discussioni sulla fede con persone che sono ostili alla Religione. La tua non è codardia, è prudenza. A cosa servirebbe parlare di fede con persone che non mostrano alcun interesse per Dio, se non a farle dire delle stupidaggini e quindi ad offendere maggiormente il Signore? Io ho provato varie volte a convertire questa gente confutando i loro sofismi e dimostrando la verità della fede cattolica, ma non ho mai ottenuto nulla di concreto. Come insegna il Vangelo, certa gente non cambierebbe vita nemmeno se vedesse un morto resuscitare. Credere in Dio ha un “costo”, bisogna cambiare vita, rinunciare ai piaceri immorali, staccare il cuore dai beni materiali, ecc. Ma se una persona ruba, ha frequenti rapporti prematrimoniali, ha rapporti coniugali con l’uso di anticoncezionali, ha l’amante, si ubriaca, fa del male al prossimo… difficilmente è disposto ad abbandonare tutto ciò e a dedicarsi alla vita devota.

Dunque, che fare in questi casi in cui è inutile, se non dannoso, cercare di convertire persone atee (si rischia di farle diventare ancora più ostinate) che non mostrano di avere nessuna voglia di abiurare i propri errori? A mio avviso in questi casi la cosa migliore da fare è cercare di evangelizzarle col buon esempio. Se loro vedono che una persona è buona, onesta, corretta, caritatevole, ecc., perché sanno che è cristiana, potrebbero riflettere in cuor loro e magari potrebbero cominciare ad avere maggiore buona volontà nel cercare di conoscere gli insegnamenti di Gesù.

I santi col buon esempio hanno convertito tante persone. Addirittura San Francesco di Assisi e San Luigi Gonzaga bastava vederli camminare per strada per commuoversi e sentirsi attrarre a Dio.

Non esitare a scrivermi ogni volta che desideri chiarire qualche cosa che ti turba l’animo. Ci tengo molto alla tua anima, pertanto non voglio che certi dubbi possano impensierirla e causarle turbamento, rendendole più difficile la pratica della vita devota.

In Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 27 maggio 2017

Un gesuita innamorato di Dio


Apprezzo molto la vita e gli insegnamenti di Padre Felice Cappello (1879 - 1962), un zelante sacerdote gesuita che per decenni è stato uno dei confessori e direttori spirituali più amati e ricercati di Roma. Fu un confessore dotto, prudente, ma sopratutto caritatevole. Che pace confessarsi da lui! Non era né lassista né rigorista, riusciva a sbrogliare le coscienze facendo sentire ai penitenti una grande pace interiore. E faceva tutto ciò con grande dolcezza. Magari tutti i confessori e i direttori spirituali fossero zelanti, dolci e caritatevoli come lui! Quanto bene ha fatto alle anime Padre cappello!


Perché ho aperto questo blog? Non si può amare ciò che non si conosce, pertanto il mio scopo è cercare di far conoscere e amare maggiormente questo zelante sacerdote, nella speranza che un giorno possa essere innalzato agli onori degli altari e i suoi insegnamenti sulla dolcezza e la vita spirituale possano essere seguiti da tutti i cattolici.